Stagione teatrale 2004

di

Alessandro Capone

Scenografia e costumi di

Antonello Geleng


L'erudito Van Helsing muove le forze del bene. Il voivoda Dracula quelle del male. In gioco c'é la candida Mina, c'é la salvezza o la dannazione della sua anima, ma soprattutto ci sono due diverse visioni dell'amore.

Dracula proviene dalla remota e selvaggia Transilvania, le sue illimitate feudali risorse finanziarie gli permettono d'insediarsi a Londra con ben dieci dimore a sua disposizione; la grande metropoli moderna, con la sua strabordante ricchezza d'umanità e di sangue, sembra offrire uno sbocco ideale alla sua inesauribile sete di vita, al suo estremo ed esclusivo bisogno di sensualità. Egli - il non morto - ha vissuto più di quattrocento anni. Istinto ed esperienza si fondono ormai perfettamente in lui, corpo e mente sono la stessa cosa. Il suo universo temporale é un oltraggio alla ragione. A soli 20 anni, egli ama descriversi così:

"Noi Szekely abbiamo il diritto di essere orgogliosi, poiché nelle nostre vene scorre il sangue di molte razze valorose. Le tribù ugre hanno portato dall'Islanda lo spirito combattivo conferito loro da Thor e da Odino, e di cui i loro guerrieri furibondi han dato prova, con tanta selvaggia furia, sulle rive dei mari, non solo d'Europa, ma anche d'Asia e d'Africa, al punto da far credere alle genti che fossero calati i lupi mannari stessi. E qui, quando giunsero, trovarono gli Unni, il cui guerresco furore aveva spazzato la terra come vivida fiamma, tanto che i popoli agonizzanti pensarono che nelle vene di quelli scorresse il sangue di quelle antiche streghe che, scacciate dalla Scizia, si erano accoppiate con i demoni del deserto. Imbecilli!

Quale demone, quale strega può essere grande come Attila, il cui sangue scorre in queste mie vene? E' forse da stupirsi che fossimo una razza di conquistatori, che ne fossimo fieri, che allorché i Magiari, i Longobardi, gli Avari, i Bulgari o i Turchi si riversavano a migliaia sulle nostre frontiere, noi li respingessimo? E' forse strano che quando Arpad e le sue legioni invasero la patria magiara trovasse noi qui, a guardia del confine, e che qui si sia compiuto l'Honfoglalas? E chi é stato, se non un voivoda della mia razza, che varcò il Danubio e sconfisse i Turchi sul loro stesso suolo? Era un Dracula! Gli Szekely - e i Dracula sono il sangue del loro cuore, la loro mente, la loro spada - possono vantare un passato che schiume della terra come gli Asburgo e i Romanov non possono neppure sognare! Ma i giorni guerreschi sono finiti. E il sangue é una cosa troppo preziosa, in questi tempi di disonorevole pace..."

E Van Helsing? Van Helsing - il medico, l'accademico, l'uomo adulto e paziente nel pieno possesso delle sue facoltà - lui gli ultimi quattrocento anni li ha conosciuti solo attraverso i libri. Tutto il suo sapere, tutti i suoi strumenti, tutte le sue armi si fondano sullo studio e sulla scienza, al tempo stesso nutriti dal senso del sacrificio cristiano. Ragione e morale. La storia moderna c'insegna che abbiamo costruito tutta la nostra civiltà sulle spalle di uomini come lui, ma tutti noi comuni mortali troppo di rado superiamo il secolo di vita. Cosa può dunque il nostro sapere contro lo slancio, il fascino e l'esperienza vissuta di chi calpesta questo oscuro mondo dai tempi della caduta di Costantinopoli?
Ragione e morale, dicevamo. E Dio sa quanto queste due parole suonino equivoche e coercitive alle orecchie non solo degli epigoni del blasfemo voivoda, ma perfino dei nostri giovani!

La storia di Dracula e della sua lotta fatale con Van Helsing la conosciamo tutti. E quella resterà. A noi però interessa rileggerla e raccontarla attraverso la chiave introdotta dal film di Coppola - quella d'una storia d'amore esclusiva e maledetta, tanto disperata e struggente proprio perché impossibile - portandola anzi ad estreme ed assolutamente inedite conseguenze.
Anticipato dalla scomparsa di Harker, dal misterioso e lugubre approdo del Demeter sulle coste inglesi, dalle farneticazioni di Renfield e da altri inquietanti presagi di cronaca, Dracula giunge a Londra, prendendo possesso di Carfax e delle sue altre numerose segrete dimore.
La prima a farne le spese é la sensuale Lucy, il cui rapido deterioramento fisico induce il dottor Seward a richiedere l'urgente intervento del professor Van Helsing da Amsterdam.
In breve la verità conferma i terribili sospetti dell'olandese. Con l'aiuto di Seward e Arthur Holmwood, promesso sposo di Lucy, Van Helsing ingaggia la sua disperata battaglia. Sulla sua strada però, come del resto su quella di Dracula, si profila la dolce e affascinante figura di Mina.
Entrambi ne rimangono pian piano soggiogati, specialmente dopo l'inevitabile passaggio di Lucy tra le fila del voivoda. In Mina Dracula rivede le incantevoli sembianze della sua antica perduta moglie; il solitario professore invece vi riscopre quel languido abbandono e quel sottile turbamento dell'anima cui ha ritenuto di non potersi mai concedere nel corso della sua carriera accademica, sentimenti troppe volte imperiosamente ottusamente negati, e che forse ora rimpiange...

Candida Mina, del tutto ignara ella stessa di quale smarrimento stia generando nel cuore dei due grandi antagonisti. Nel mentre che deperisce ella rinasce, come un bruco che volga in farfalla, come un diamante sgrezzato dalle mani del tagliatore, facendosi nel suo crescente eburneo pallore ogni momento più bella. Harker assiste alla sua metamorfosi con sgomento, sopraffatto dalla portata dei sentimenti in gioco, quasi rassegnato a che il loro amore - come capita a molti amori - vada sacrificato per un amore più grande.
Fragile Mina; sulla sua esangue figura Dracula e Van Helsing si affrontano senza esclusione di colpi. La lotta tra bene e male si trasfigura in un disperato duello d'amore. Ragione contro istinto, morale contro sensualità; natura contro intelletto, equilibrio contro suggestione...
E' amore quello d'entrambi, ma come resistere al fascino d'una passione così esclusiva e totalizzante - ed eterna - come quella offerta dal tenebroso voivoda? Come preferire la saggezza dei neuroni alla passione del sangue? La protezione all'avventura?
Mina dunque deperisce, subendo l'irresistibile fascino di Dracula, precipitando giorno dopo giorno nell'abisso del più fatale tra gli ideali. Van Helsing capisce di non poter vincere... se non uccidendo quel sogno d'amore.

Un sole accecante sorge su Londra, eccezionale come gli avvenimenti che vi hanno avuto luogo. Dracula é in fuga, ma il filo che lo lega a Mina é oggi più forte che mai. L'olandese sa di non poterlo lasciare andare poiché, come per l'elefante sulla falena, il tempo é dalla sua parte.

L'atto finale é all'ombra dei Carpazi, nel castello del vampiro. Dracula e Van Helsing si affrontano per l'ultima volta. Ognuno dei due possiede forti argomentazioni, le stesse su cui hanno costruito le loro così diverse ma pur sorprendenti esistenze, le stesse che li portano a nutrire per Mina due amori altrettanto forti, ma così estranei. Il voivoda però ha in più il potere delle tenebre che incombono. Sta per sopraffare Van Helsing, al quale non resta che ruggirgli in faccia un'ultima disperata obiezione:

"Se davvero é come dici, se davvero ami quella ragazza come te stesso, al punto da volerti congiungere a lei per l'eternità, perché sei disposto a dannarla?! Non é questa invece la prova più evidente del tuo insano trasporto?! Perché tu sai invece, come io so, a quale limbo di sofferenze la stai per condannare, non é vero?! O hai vissuto troppo a lungo per poter ancora distinguere il bene dal male, l'amore dall'odio?! Uccidimi dunque, mostro! Che aspetti?! Annienta l'ultimo ostacolo che si frappone tra te e lei! Uccidimi, ti dico! Uccidimi! E la perderai comunque!"

Il vampiro vacilla, facendosi una maschera di dolore, dilaniato dentro da un'insanabile contraddizione, assalito da qualcosa di più grande della sua stessa sete:

"Tu stupido mortale!, con le tue domande da ripetente!, come osi mettermi alla stregua dei tuoi ottusi studenti?! A me che ho vissuto sulla mia pelle quanto tu hai soltanto imparato a memoria! Io che per quattrocento anni ho visto, toccato e respirato ciò che tu hai solo studiato sui libri!
Rincorrete il mondo passandovi formule e teoremi dall'uno all'altro come formichine impaurite dall'inverno, ma nessuno di voi ha davvero esperienza di ciò di cui parla! Voi che per descrivere la ricchezza di questo pianeta non avete trovato di meglio che stenderlo per ordine alfabetico! Davvero credi che questo basti a rapire il cuore di Mina?! E non ti chiedi, oltre a Carfax, quali e quante altre segrete dimore io possegga nel tuo paese?! Nemmeno ti sfiora il pensiero che il mio esercito stia già marciando sulle strade del vostro rassicurante avvenire?! Povero diavolo! Ma guardati! Sei solo un miserabile! Sei tu il vero stregone! E io non posso essere cancellato da questo mondo, ricordatelo bene, poiché incubo e sogno sono le due facce della stessa medaglia!"

Poi strappa il paletto dalle mani di Van Helsing e sotto lo sguardo attonito dell'olandese, se lo conficca nel cuore lui stesso, ponendo fine alla propria maledetta esistenza pur di salvare quella di Mina.

Esausto Van Helsing si trascina fuori dal castello, le sue labbra tremano d'ipocrisia, annuncia agli altri d'aver finalmente sconfitto il mostro.
Solo Mina lo fissa disgustata, sibilando:

"Dimentichi che fino a un momento fa io ho visto coi suoi stessi occhi!"

L'olandese comprende d'essere stato definitivamente battuto.
Mina ora si precipita sul corpo inerte del vampiro e scoppia a piangere; piange a dirotto, senza fine. Salva nel corpo, lo é men che mai nell'anima…

…rivolgendo un ultimo sguardo al professore…

"…Tu sei il vero male… non Lui… Lui è il sogno, la poesia, la speranza, quel che c'era sin dall'inizio e che sempre ci sarà… quello a cui tutti ci attacchiamo disperatamente per affrontare il vero male della società: quelli come te professor Van Helsing: non mi hai avuta prima e non mi avrai neanche adesso…"

…E con un gesto rapido, quasi indolore per quanto veloce, estrae un pugnale e si taglia la gola cadendo inerme sul corpo di Dracula che va lentamente disintegrandosi lasciandola sola, riversa sulle polveri del Vampiro… ora sì davvero legata per l'eternità a quella del suo tenero disperato straordinario amante.Salvezza o dannazione, dicevamo all'inizio dell'anima di Mina, come pure si potrebbe dire di quelle di tutti noi! Perché un anima ce la dobbiamo pur aver avuta, un tempo.Chissà che non ci sia un Dracula e una Mina in ogni nostro ragazzo.
Una volta tanto Van Helsing può anche perdere. A lui comunque dovremo chinare la testa noi tutti, prima o poi, quando diventeremo adulti.